Da tempo la grafologia è assurta a vera e propria scienza. Grazie ai suoi esperti, la G.I.P. effettua perizie grafiche e calligrafiche utili a identificare l’autore di uno scritto; ciò permette di ottenere il profilo di personalità dello scrivente, oltre a verificare l’autenticità di una scrittura privata.

La consulenza peritale si pone come obiettivo quello di attribuire la paternità di uno scritto ad un presunto autore. Per raggiungere tale scopo utilizza una metodologia che, partendo da una analisi preliminare fisica del documento e della grafia, e passando attraverso l’analisi grafologica, porta il perito ad una conclusione circa la possibile attribuzione dello scritto.

Cosa serve per procedere?

1) Lo scritto/documento da esaminare

2) un sufficiente numero di scritture di comparazione (cioè da confrontare al documento in esame).

Un errore piuttosto comune tra i clienti è considerare che basti presentare al tecnico il documento da verificare e basta. Con il solo documento si possono sicuramente apprezzare eventuali alterazioni, ma per procedere ad un confronto servono scritture comparative (ovvero altri scritti/firme dell’autore presunto) magari in buon numero e possibilmente “simili” (stesso periodo, stesse condizioni di salute, etc).

 

Quindi ricapitolando:

La procedura attraverso la quale si giunge a dimostrare l’autenticità o l’apocrifia di un documento è costituita da alcune fasi:

  1. l’analisi del documento e delle sue caratteristiche;
  2. il confronto di tali caratteristiche con gli standard conosciuti;
  3. il confronto tra le scritture contestate al fine di individuare le differenze;
  4. la supervisione finale e le conclusioni peritali, che consistono in genere in un relazione scritta.

 

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